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Gli antichi mestieri
Sono quei Mestieri che derivavano da consuetudini comunitarie ormai scomparse e caratterizzati, in alcuni casi, da una completa assenza di cambiamenti, con uso di materie prime e tecniche di lavorazione immutate da secoli.
La temporalità di questi mestieri antichi era una delle caratteristiche principali. La forte stagionalità dei lavori agricoli infatti si ripercuoteva anche sull’attività degli artigiani che fornivano gli strumenti di lavoro ad agricoltori ed allevatori. L’aratura e zappatura dei campi, la raccolta dei frutti della terra, coinvolgevano fabbri e mastri carrai nelle attività di produzione e manutenzione di carri, aratri e attrezzi agricoli in genere.
La bottega dell’artigiano costituiva, in quei tempi, un centro essenziale del sistema produttivo, oltreché un luogo d’apprendimento, dove giovani apprendisti ricevevano dai loro maestri conoscenze e tecniche vecchie di secoli. Nei lavori della terra e nelle attività agropastorali in genere, saperi e tecniche si apprendevano tramite il fare, cioè guardando, imparando e rifacendo fino a raggiungere un livello di perizia soddisfacente. Le diverse modalità d’espressione di questa antica sapienza (più noti, ma non unici, sono gli ambiti della lavorazione della pietra leccese, della cartapesta, della ceramica, del tessile, del legno e del ferro battuto) in alcuni casi hanno continuato a sopravvivere, a dispetto delle profonde trasformazioni degli assetti economici, in altri esse sono state riscoperte e rivitalizzate in tempi più recenti, senza intaccarne però il sapore della tradizione che le ha nutrite per secoli.
Nella società contadina le rigide distinzioni tra i compiti dell'uomo e della donna costituivano una forma di divisione del lavoro con ruoli complementari nella gestione complessiva del sistema economico e familiare. Non bisogna tralasciare, tuttavia, che tale complementarietà era basata sulla totale subordinazione della donna all'uomo. In tale contesto, il ruolo produttivo femminile comprendeva principalmente i lavori domestici e quelli nei campi. Le attività domestiche svolte dalle donne assorbivano un’enorme quantità del loro tempo e non comprendevano solo le abituali attività di cura della casa e della famiglia (pulizia della casa e degli abiti, preparazione dei cibi, allevamento dei figli), ma anche attività artigianali, quali la filatura, la tessitura e la confezione degli abiti, la preparazione del pane, del formaggio, delle conserve, e ancora la raccolta di frutta, erbe e legna, l’allevamento di animali domestici o da cortile. A questi lavori domestici si sommavano oltretutto i lavori agricoli che, per le donne, erano molti e riguardavano la mietitura, la vendemmia, le raccolte nei campi, la preparazione del terreno, la zappatura. Il lavoro femminile era quindi pesante e a tempo pieno: le donne riempivano i buchi di un'economia familiare spesso povera, con il rammendo, la filatura, la maglia, lavori svolti in comune con altre donne nelle corti, la sera, mentre gli uomini conversavano o giocavano a carte nelle piazze o all'osteria. La produzione di tessuti costituiva quindi parte importante del ruolo economico delle donne in epoca contadina e serviva ad arrotondare, sovente col lavoro a cottimo, il bilancio familiare. Durante le attività di tessitura e ricamo nascevano utili manufatti, capi di corredo, scialli, coperte, tappeti di gran pregio, espressione della creatività e dell'ingegno femminile. Forte valore sociale assumeva, a quei tempi, la preparazione di tutto il corredo personale e della casa. Il corredo, o dote, era infatti l'unico bene che, per diritto, si tramandava in linea femminile. La preparazione del corredo della donna durava anni e coinvolgeva le ragazze sin da giovanissime, aiutate e precedute dalle loro madri.
Per ogni pezzo del corredo esistevano diversi pettini, grandi per tessere lenzuola e tovaglie, meno grandi per le camicette e il vestiario, piccoli per le fasce dei neonati. Fra gli strumenti utilizzati dalle tessitrici vi era il telaio salentino, di origini antichissime e a pedali; di forma rettangolare e realizzato in legno d’ulivo. Accanto all’arte della tessitura troviamo inoltre quella della ricamo, che ancora oggi può vantare un gran numero di ricamatrici sparse sull’intero territorio provinciale. Fra le tecniche più conosciute abbiamo il "chiaccherino", fatto con la spoletta sulle dita, e il "tombolo", che si lavorava intrecciando i fili intorno ad altri puntati su un disegno, sistemato su un grosso cuscino cilindrico imbottito. | ||||||
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Il territorio in cui le cooperative Arti Antiche salento, C’era una volta … e la Capasa sono insediate è costituito da una vasta area del territorio della provincia di Lecce. Ogni Artigiana delle tre cooperative porta con sé la cultura, le conoscenze e le capacità artigianali tipiche del suo territorio di provenienza... | ||||||
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